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L'<orologio biologico> è il meccanismo complesso che regola il ripetersi ciclico di moltissime funzioni biologiche: l’esempio più facile e immediato è l'alternarsi tra sonno e veglia.

Il master clock, l’orologio posizionato nel nostro ipotalamo, sincronizza i molti altri orologi del nostro organismo sui ritmi circadiani (circadiano = “intorno al giorno”), ritmi caratterizzati da un periodo di 24 ore. Il tempo dei nostri antenati, esattamente come quello che possiamo ancora osservare negli animali, era scandito da questo orologio interno. I ritmi erano quelli della luce e del buio e il grande regolatore era il biotempo o tempo biologico.

I grandi progressi hanno portato enormi cambiamenti, nella nostra vita. Cambiamenti che sempre più spesso ci hanno deviato dal nostro biotempo.

La luce elettrica ha allungato le ore di veglia e i nostri impegni lavorativi quanto le abitudini culturali e ricreative ci provocano ogni giorno una condizione di disallineamento temporale. Del resto internet e le perenni connessioni con il mondo hanno dilatato artificialmente gli orari di veglia acuendo la sofferenza e il disequilibrio del nostro orologio biologico. Invece di vivere secondo il biotempo, ci sintonizziamo con la frequenza d’onda delle abitudini, delle mode, del caso.

Eppure abbiamo segnali decisivi della rilevanza dei cicli circadiani.

Pensate a molti farmaci la cui assunzione vi viene raccomandata in un certo orario piuttosto che in altri e tenete presente che perfino i chemioterapici sono somministrati nei momenti più idonei a massimizzarne l’azione minimizzando gli effetti collaterali. O pensate, più semplicemente, alle fastidiose sensazioni del jet lag ovvero a quel grave scossone che diamo al nostro orologio e quindi al nostro organismo. Negli aspetti positivi e negativi, tutto ciò serve a trasmettervi l’essenziale comprensione del beneficio che potremmo trarre da una vita ispirata al nostro ritmo.

La cronobiologia, che studia i fenomeni periodici (ciclici) negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi biologici, è diventata sempre più importante negli ultimi anni proprio perché la scienza ha verificato la relazione tra il disallineamento temporale e molte malattie.

L’alterazione costante dei ritmi circadiani ha effetti negativi sulla nostra salute, a livello metabolico, intestinale, cardiovascolare, neurologico. Possiamo dire che quella macchina potenzialmente perfetta che è il nostro corpo è programmata su quei cicli che le nostre condizioni e scelte di vita frequentemente non rispettano.

Di quante ore di sonno abbiamo bisogno? Siamo più efficienti e lucidi al mattino o nel pomeriggio? Quando è più vantaggioso il nostro allenamento?

Siamo diventati tutti creature della notte ma di giorno come ci sentiamo?

Che senso hanno gli orari dei pasti?

Abbiamo concentrato una grandissima quantità di piaceri nelle ore serali a scapito della salute e abbiamo per troppo tempo ignorato o disatteso il nostro orologio.

Le attuali conoscenze di cronobiologia ci permettono invece un altro approccio e ci riportano a buone abitudini. C’è un tempo ideale per ogni cosa e dobbiamo tenerlo ben presente, se vogliamo una buona salute, una buona energia, buone performances fisiche e mentali.

Dobbiamo inoltre considerare che non abbiamo tutti lo stesso ritmo e quindi è estremamente utile individuare il nostro cronotipo.

Dovete dunque del tutto dissociarvi dalla vita sociale

per rientrare perfettamente nel vostro biotempo?

Forse è impossibile o psicologicamente insopportabile.

Il BMS (Metodo Metabolico Bruni), il mio metodo di nutrizione funzionale personalizzata, si basa in maniera forte anche sui principi fondamentali della cronobiologia. Oltre al ritmo sonno-sveglia, altro essenziale regolatore dei ritmi circadiani è proprio l’orario dei pasti, orario che include e richiama regole di corretta educazione alimentare personalizzata. In considerazione dell’epoca in cui viviamo, delle esigenze e delle tendenze sociali, il BMS fa fronte al grosso sfasamento cui è sottoposto il nostro orologio applicando tecniche di riduzione della finestra alimentare -ovvero il lasso di ore determinato all’interno del quale il paziente si alimenta- che sblocca il metabolismo, favorisce i processi di detossificazione e aiuta a ristabilire un buon passo cronobiologico.

Tornerò molte volte su questi preziosi argomenti, questa piccola introduzione delinea comunque già un principio basilare: recuperare il proprio biotempo significa tantissimo in termini di benessere psico-fisico e prevenzione. Ci rimette concretamente in forma!

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