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Il microbiota intestinale (comunemente detto flora batterica) è costituito da quei miliardi di microorganismi, soprattutto batteri, che risiedono appunto nel nostro intestino.

La popolazione batterica svolge un ruolo fondamentale, per la nostra salute. 

Un ruolo fondamentale profondamente indagato dalla scienza dell’ultimo ventennio che arriva a riconoscergli un’influenza determinante sulla regolazione dell’attività metabolica e sullo sviluppo del sistema immunitario e quindi sugli stati infiammatori.

È dunque essenziale mantenere l'equilibrio della flora batterica intestinale in cui coesistono batteri buoni (non patogeni) e nocivi (patogeni).

Il benessere della flora batterica intestinale non è importante infatti solo per digerire correttamente e assimilare nel modo giusto quanto contenuto negli alimenti ma influisce su diversi processi, come:

-i meccanismi di difesa dell’organismo, creando una vera e propria barriera che ci protegge dall’attacco e dalla proliferazione dei patogeni;

-l’azione necessaria a sfruttare i nutrienti introdotti nel canale alimentare sia per la propria sopravvivenza sia per la produzione di energia aggiuntiva per l’organismo;

-l’impedimento del pericoloso aumento della permeabilità intestinale ovvero il rischio di passaggio in circolo di tossine e forme microbiche patogene.

Un microbiota intestinale sano ci assicura insomma benessere e energia.

Ecco che è indispensabile conoscerlo. Ognuno di noi si caratterizza per una flora microbica intestinale e corporea molto diversa dagli altri e non solo per motivi genetici. Il parto, la dieta, i microorganismi dell’ambiente esterno, lo sfasamento dei ritmi biologici e ormonali, influiscono sul microbiota e possono alterarlo.

i cambiamenti del microbiota e, conseguentemente, del microbioma (che indica la totalità del patrimonio genetico posseduto dal microbiota, cioè i geni che quest’ultimo è in grado di esprimere) impattano sull’omeostasi del corpo.

Da uno stato di equilibrio chiamato eubiosi si può quindi passare

alla condizione contraria di disbiosi.

Eubiosi è lo stato in cui il microbioma produce i metaboliti necessari al corpo umano. Viceversa disbiosi è la condizione di alterazione qualitativa e quantitativa dei microorganismi intestinali che predispone a numerose patologie.

E alla disbiosi in effetti che si devono ricollegare molte patologie metaboliche, cardiovascolari, infiammatorie, neurologiche.

I sintomi immediati diretti della disbiosi sono frequentemente:

gonfiore, stitichezza, diarrea, senso di affaticamento, malessere generale, disturbi del sonno, fino ad arrivare nelle donne a cistiti frequenti e candida vaginale.

Conosciamo tutti l’influenza negativa degli antibiotici, ad esempio, parallelamente ai quali è necessario occuparsi di tutelare e ripristinare il microbiota.

In realtà però l’aspetto sul quale porre ancora più attenzione è che la disbiosi interviene sui fattori di infiammazione. Se all’inizio le conseguenze possono essere localizzate (rileviamo colon irritabile, gastrite, iperfermentazione intestinale) alla lunga questi fattori diventano sistemici e possono quindi aggredire altri organi.

Oggi è impensabile non valutare la disbiosi affrontando l’obesità, le intolleranze, le malattie degenerative. Il primo sostanziale approccio non può che essere un percorso nutrizionale che ristabilisca l’equilibrio del microbiota così come terapie pre e probiotiche altamente personalizzate per massimizzare gli effetti terapeutici dell’alimentazione.

L’efficienza gastro-intestinale è dunque il cuore del BMS, il sistema metabolico messo a punto con la sintesi di nutrizione funzionale, nutrigenomica, nutraceutica, cronobiologia.

Sulla regolare funzionalità intestinale insisterò. Insisterò moltissimo. L’efficacia di un intervento alimentare non può in alcun modo prescindere da essa e il numero delle persone che soffrono i risvolti dell’irregolarità ne conferma urgenza e rilevanza.

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