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Comunemente sentiamo associare al sovrappeso bilance, calcolo delle calorie o diete drastiche. Spesso si tratta di un sovrappeso non correttamente inquadrato, ovvero senza una reale considerazione della massa grassa e di quella muscolare, e di una reazione che non presta alcuna attenzione alla salute, quindi aspira solo a una perdita di chili.

In termini di peso spesso i risultati non sono quelli desiderati o vengono raggiunti ma non mantenuti. Non solo. Spesso, che il numerino sulla bilancia resti immutato o cali, la salute non ne trae alcun giovamento o, peggio, ne riceve risvolti dannosi.

Il sovrappeso è invece una condizione da valutare ed affrontare con un approccio personalizzato che miri ad individuarne le cause e poi a trattarlo con un’adeguata educazione alimentare.

Se la concezione diffusa è “meno mangi, meno ingrassi”, il BMS -Sistema Metabolico Bruni- ribalta completamente la prospettiva:

MEGLIO mangi, MENO ingrassi

Cosa significa “meglio”?

Meglio allude a scelte nutrizionali efficaci adottate sulla base di una opportuna e approfondita anamnesi, magari supportata da un test genetico, che sintetizzino i principi e i valori scientifici di nutrizione funzionale, nutraceutica, nutrigenomica e cronobiologia.

È fondamentale la personalizzazione in quanto non esiste un modello nutrizionale valido per tutti. È altrettanto fondamentale comprendere il potere terapeutico degli alimenti, della loro combinazione e ciclicità di assunzione.

Non ci sono risposte valide che possano prescindere dallo stato fisico e psicologico complessivo della persona. Sono moltissimi gli elementi e i fattori che possono incidere tanto sul sovrappeso quanto sul modo di affrontarlo concretamente.

Non possiamo dunque analizzare il sovrappeso, dobbiamo analizzare la persona. Questo vuol dire verificare la situazione clinica, ormonale, metabolica. Questo vuol dire capire se ci sono abitudini alimentari errate e come invece agire con una nuova dispensa e abitudini corrette.

La visione a 360° gradi della persona è la differenza essenziale tra dieta estemporanea non mirata alla sua salute e regime nutrizionale funzionale alle sue esigenze e al suo benessere. Ridurre l’infiammazione intestinale, ripristinare l’eubiosi, lavorare sull’efficienza gastro-intestinale, ristabilire un buon equilibrio sonno-veglia, tenere conto di eventuali patologie, prendere in esame alcuni geni specifici che incidono sugli atteggiamenti alimentari in presenza di stress, soppesare le influenze emotive, è l’unico e autentico criterio per raggiungere il traguardo salute con peso ottimale.

In effetti il peso ottimale altro non è che la conseguenza di un’alimentazione adeguata.

Invece di pesare il cibo è necessario dare peso al cibo

Un certo alimento, combinato con certi altri alimenti, inserito in una certa sequenza, massimizza le potenzialità dell’organismo. Abbattiamo il preconcetto del cibo che fa ingrassare e accogliamo quello del cibo alleato potente. Ne sfruttiamo cioè le proprietà in relazione a ciò che ci serve ottenere e alle nostre specificità.

In ciò si ravvede facilmente anche quanto il BMS impatta in maniera assolutamente non traumatica sul paziente. Non lo mette in guerra contro il cibo, lo conduce ad apprezzarne la forza e l’efficacia. Senza bilance.

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