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Bisogna innanzi tutto considerare che i disturbi gastrici sono molti e possono avere cause profondamente diverse. Questo, prima di valutare un efficace approccio nutrizionale, impone un’anamnesi minuziosa e una diagnosi del gastroenterologo che escluda patologie precise, talvolta anche abbastanza preoccupanti.

Ciò significa considerare i disturbi gastrici con molta attenzione.

Taluni, in particolare, sono molto diffusi e spesso trattati con rimedi occasionali: la gastrite, le difficoltà digestive, il reflusso gastroesofageo. In realtà occorre invece analizzare bene l’eziologia.

Come sempre, per ciascuna condizione clinica, quella del Sistema Metabolico Bruni è una risposta personalizzata, che quindi si basa sulle peculiarità del paziente.

Come dicevo al principio, ci sono tanti disturbi che interessano lo stomaco e ci sono tanti possibili fattori scatenanti. Al di là di possibili malattie d’organo è dunque opportuno che il paziente abbia fatto il test dell’Helicobacter pylori, un batterio che in condizioni normali è tenuto sotto controllo dalla flora batterica gastrica e dal muco che protegge la membrana gastrica ma che in condizioni di disbiosi indotta da errori alimentari, eccessivo consumo di alcool o caffè, vita sregolata, può prendere il sopravvento con pesanti conseguenze a carico della funzionalità gastrica. Peraltro a lungo termine un’infezione da Helicobacter pylori può portare, rammentiamolo, a problematiche oncologiche.

Possiamo altrimenti avere una GASTRITE:

-per errori alimentari storici

-a causa di una pessima masticazione

-per costante assunzione di alcool, caffè o fumo

-per abuso di spezie come menta e pepe

-per influenze nervose

Il primo passaggio, escluse patologie da trattare in maniera specifica, è quindi prendere in esame le abitudini, alimentari e di vita.

Potremmo avere solo un rallentamento dello svuotamento gastrico per il quale basterebbe intervenire migliorando la nutrizione con COMBINAZIONI DI ALIMENTI SEMPLICI E DIGERIBILI.

Oppure potremmo verificare una iperfermentazione intestinale dovuta ad esempio ad intolleranza al lattosio che può procurare reflusso e disturbi gastrici.

Sovente invece è l’allergia al nichel a procurare reflusso, bruciore gastrico, difficoltà digestive.

Tanto in un caso che nell’altro noteremmo in tempi brevi un netto miglioramento della sintomatologia solo impoverendo la dieta di alimenti contenenti lattosio o nichel. Altrettanto può dirsi nel caso in cui i fattori “incriminati” siano caffè, alcool o fumo.

A livello generale bisogna tener presente che anche la flora batterica gastrica, come quella intestinale, merita grande attenzione. Ecco che il BMS, di fronte a gastralgie e disturbi gastrici, prevede l’uso di PROBIOTICI (spesso lactobacilli, ottimi peraltro per tenere sotto controllo la crescita indiscriminata dell’Helicobacter pylori).

Per un piccolo periodo, da 15 giorni a un mese, può essere necessaria la somministrazione di ENZIMI DIGESTIVI. Si sconsiglia invece l’assunzione per periodi prolungati altrimenti se ne riduce la produzione a livello epatico e pancreatico.

Naturalmente l’approccio fondamentale è quello delle adeguate combinazioni alimentari: gli eventuali integratori servono infatti ad accelerare i tempi di recupero ma la vera soluzione è contenuta nell’educazione alimentare funzionale.

Per tutti i disturbi gastrici è innanzi tutto fondamentale un piano alimentare basato su ALIMENTI ASCIUTTI (ciò significa evitare brodi, minestre et similia) e sull’eliminazione almeno per i primi giorni della frutta, come kiwi, ananas, ciliegie, per evitare iperfermentazione gastrica che potrebbe innescare reflusso gastroesofageo. Gradualmente andrà poi consumata anche la frutta ma non al pasto o lontanissimo dal pasto: l’ideale sarebbe un’ora dopo il pasto quando lo stomaco non è ancora vuoto.

Validissimi e utilissimi gli apporti di banana e finocchio che controllano l’acidità gastrica.

Decisamente da favorire, nei pasti, ad esempio pane tostato con prosciutto crudo o bresaola oppure pasta ripassata in padella in maniera che perda l’acqua di cottura e sia quindi ben asciutta.

Resta comunque essenziale affrontare l’insieme delle cause e delle abitudini errate quindi prestare attenzione alla masticazione perché il bolo alimentare arrivi nello stomaco ben triturato, agire sui fattori nervosi magari prevedendo nel pasto serale combinazioni sedative che agevolino un sonno ristoratore, associare la corretta nutrizione a efficaci integratori. Affidarsi al solo rimedio occasionale farmacologico spesso trascura tutti questi aspetti, di alimentazione e emotivi, che sono invece la radice del problema.

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