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Quello delle dipendenze alimentari rientra nel vasto e delicato ambito delle dipendenze. Di solito quando si pensa alla dipendenza vengono immediatamente in mente le droghe, in realtà il mondo delle dipendenze è molto più articolato: non necessità necessariamente di una specifica sostanza ma può essere legata ad un comportamento, come la dipendenza da sesso o la dipendenza da gioco d’azzardo, da persone, come le dipendenze affettive, o sensazioni come nel sensation addict.

Per restare al tema centrale di questo articolo, le dipendenze alimentari, la prima cosa da capire è che una persona con dipendenza alimentare non è un buongustaio o un appassionato di cucina.

La persona con dipendenza alimentare è una persona che fa ruotare la propria vita, in vario modo e diversa gravità, in maniera rigida intorno al cibo.

Le varie tipologie di dipendenza da cibo sono diverse e con diverse gradienti di gravità: dall’anoressia e bulimia, che sono vere e proprie psicopatologie gravi che tratteremo in altri articoli, al Bing Eating Disorder a cui abbiamo accennato in un precedente post, alle forme minori, più subdole ma non meno problematiche, che vedremo di seguito, ovvero l’ortoressia e la vigoressia.

All’interno delle dipendenze da cibo andrebbe citata anche la famosa “fame nervosa” tuttavia, proprio per la diversità qualitativa e quantitativa che questa ha con vigoressia e ortoressia, è bene trattarne separatamente in un prossimo post.

L’ortoressia è l’ossessione per il mangiar sano e non va confusa con la normale attenzione per un mangiare sano.

Anzi, paradossalmente, la dieta di un ortoressico può essere così rigida e estrema da essere tutt’altro che sana e arrecare danni alla persona che la segue.

L’ortoressico organizza la sua vita intorno al mangiar sano: pianifica pasti e sceglie alimenti in maniera così rigida da compromettere la propria vita e, spesso, anche le proprie scelte esistenziali principali quali carriera, relazioni affettive, maternità o paternità.

Qualsiasi cosa è incompatibile con i suoi rituali alimentari (orari, scelta degli alimenti, tipi di cottura, ecc.) viene evitato in maniera così netta da portare all’isolamento sociale e relazionale.

Per cui tutti gli eventi conviviali vengono regolarmente evitati, come tutte le occasioni che competono con gli orari dei pasti (cinema, passeggiate, ecc.) depauperando progressivamente in tal modo le relazioni sociali.

Allo stesso modo vengono scelte soluzioni lavorative e di studio anche di ripiego, piuttosto che scegliere soluzioni adeguate ma che metterebbero in crisi le proprie routine alimentari.

Infatti uno dei problemi dell’ortoressico è anche la gran quantità di tempo che impiega per pianificare, scegliere, acquistare, cucinare e consumare i pasti.

Per cui i percorsi di studio o lavorativi possono essere scelti solo sulla loro possibilità di adeguarsi ai bisogni nevrotici dell’ortoressico e non sui suoi reali interessi economici e professionali.

Inoltre, la rigida vita di un ortoressico è spesso incompatibile con una relazione sentimentale stabile e continuativa: qualsiasi persona entra nella nostra vita apporta dei cambiamenti e questi, in particolare nel regime alimentare, sono assolutamente inaccettabili per l’ortoressico.

Ovviamente una gravidanza e una paternità, intuitivamente, sono intuitivamente incompatibili con la vita di un ortoressico.

Nella vigoressia, invece, ci può essere un comportamento ortoressico, ma esso è finalizzato alla vera ossessione del vigoressico che è la forma fisica.

Per cui, alla dieta molto rigida, il vigoressico associa anche un’attività fisica estrema altrettanto ossessiva e, spesso, anche l’utilizzo di farmaci molto pericolosi per la salute come diuretici, lassativi e anabolizzanti.

Potete facilmente immaginare come i problemi elencati nell’ortoressia siano tutti presenti in maniera ancora più critica nella vigoressia, accompagnati inoltre dai rischi per la salute causati dai farmaci usati n maniera sconsiderata.

Un aspetto problematico di queste due patologie è che, spesso, le persone che ne sono affette hanno un aspetto sano per cui è difficile associarle alla loro patologia anche perché, purtroppo, la società odierna rinforza determinati comportamenti disfunzionali.

Ovviamente, se pur in maniera diversa, il controllo in queste persone è centrale: attraverso il controllo ossessivo verso l’alimentazione e l’attività fisica recuperano un senso del controllo della propria vita che altrimenti li farebbe sentire in uno stato di totale disorientamento e pericolo.

Da una parte recuperano il senso di controllo impegnando i propri pensieri su un unico tema facilmente gestibile, dall’ altra questa ossessione riduce progressivamente non solo i pensieri, ma proprio l’esposizione alla vita reale che è la vera angoscia di queste persone. Infatti la progressiva attenzione per il cibo, la scelta, gli acquisti, la preparazione, levano tempo al resto delle attività vitali, che poi è in fondo quello che queste persone desiderano come via di fuga, per sottrarsi ad angoscia, disorientamento, imbarazzo e frustrazione.

Entrambi i casi nascondono in realtà una autostima estremamente bassa che non gli permette di sentirsi a proprio agio con gli altri, per cui le relazioni, ancor più se intime e genuine, vengono selettivamente evitate e, se non possibile, vengono rigorosamente controllate.

I meccanismi dell’evitamento dell’angoscia relazionale nei due tipi di dipendenza ha fattori comuni e sfumature differenti.

L’ortoressico evita  le relazioni semplicemente lasciandosi completamente assorbire dalla propria alimentazione mentre il vigoressico associa a questo tipo di vita schizoide un ulteriore impegno, che è l’attività fisica, ma anche una fisicità, un’estetica, che gli permette di rapportarsi formalmente con gli altri in una posizione di sicurezza e distanza.

L’aspetto estetico robusto o attraente viene utilizzato dal vigoressico come mezzo di “intimidazione” nei confronti dell’altro, per creare timore e distanza, per proteggere in realtà la sua estrema fragilità interna.

Per cui un trattamento efficace con le persone ortoressiche e vigoressiche deve tenere conto di questi fattori: sono ossessive e diffidenti per cui la prescrizione di un piano alimentare equilibrato dovrà necessariamente passare attraverso una contrattazione con il nutrizionista, in cui  la soluzione finale può essere solo un percorso che non faccia perdere la sensazione di controllo al paziente, per cui sarà importante coinvolgerlo nel maggior numero possibile di scelte, e che muti le abitudini del soggetto progressivamente, al crescere della fiducia, senza strappi troppo destabilizzanti.

Qualsiasi strappo o stravolgimento sarà rifiutato e boicottato per cui le armi fondamentali per un nutrizionista dovranno essere la pazienza, la serenità, la competenza e un’attitudine all’ascolto che lo aiuti a cogliere i segnali di difficoltà della persona.

Le loro fragilità non vanno svelate o confrontate in maniera dura, sia perché sarebbe eccessivamente violento per la sensibilità di queste persone, sia perché l’effetto sarebbe inequivocabilmente quello di perderle.

Per cui vanno riconosciute la loro competenza, la fatica, l’impegno e serietà negli ortoressici e vanno sostenuti la superiorità ed il valore del vigoressico.

Bisogna ben ricordarsi che per queste persone affidarsi equivale al rischio di oblio, di perdita, di deriva mentale. Avranno quindi bisogno a lungo di sentire di doversi occupare molto del proprio piano alimentare e sentirsi comunque al timone dello stesso: non avere più a che fare con la propria ossessione li esporrebbe in maniera eccessivamente violenta alla vita a cui queste persone non si sentono per nulla preparate e, allo stesso tempo, perdere il senso di comando li farebbe sentire in balia del pericolo.

Bisognerà inoltre porre massima attenzione ad alcune possibili strategie di resistenza che potrebbero verificarsi nel trattamento di questi casi: l’iperadesione al piano alimentare dell’ortoressico e le bugie del vigoressico.

Nell’ortoressico l’adesione totale può diventare un problema, può essere così meticolosa da rendere poi impossibile uno sgancio o una variazione dalla stessa.

Nel vigoressico, al contrario, bisognerà stare attenti alle bugie del soggetto, capace di assumere di nascosto integrazioni alimentari e/o farmaci pericolosi senza riferirlo al nutrizionista, inficiando, in tal modo, il suo intero lavoro.

Inoltre nel vigoressico, in questo caso in netto contrasto con l’ortoressico, bisognerà valutare approfonditamente un sottostante uso/abuso di sostanze come anfetamine, cocaine, analgesici o anabolizzanti e valutarne l’impatto sul versante della salute fisica generale, dell’adeguatezza del piano alimentare, dell’equilibrio psicologico.

Lavorare sul piano alimentare con persone che soffrono di tali disturbi è molto difficile, faticoso, ma possibile e un lavoro fatto tenendo sotto controllo gli aspetti sovra elencati ha ottime potenzialità di ottenere risultati positivi che influenzino anche altri ambiti della vita di queste persone.

In questi casi, per un approccio nutrizionale che sia accettato ed efficace, giova moltissimo la presenza di un supporto psicologico.

 

                                                                                                                Yuri Canfora

                                                                                                              Psicoterapeuta

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