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Ci avviciniamo all’estate e quindi a temperature più alte. Esattamente il periodo in cui soprattutto molte donne lamentano il disagio delle gambe gonfie.

In effetti la vasodilatazione indotta dal caldo produce un ristagno negli arti inferiori o una difficoltà di drenaggio da parte del sistema linfatico.

I motivi di questa problematica, peraltro diffusa, possono essere tanti: il sovrappeso, la scarsa tonicità muscolare o la scarsa attività muscolare. Ma è sempre opportuno tener conto dei fattori familiari e quindi valutare quali possono essere le componenti genetiche.

Questo significa non avere un approccio sintomatologico ma di inquadramento generale in maniera da affrontare la condizione in un’ottica di prevenzione e cura a 360°. Spesso verifichiamo una predisposizione genetica che può poi essere aggravata da abitudini o concomitanze negative (come l’uso di portare i tacchi alti, un’ipotonia muscolare che non favorisce il ritorno venoso, errori alimentari).

Per la comprensione corretta occorre indagare altri sintomi e co-morbilità (come tendenza alla stipsi, tendenza alle emorroidi, tendenza alla fragilità capillare) frequentemente presenti. Ciò avvalora la necessità di un trattamento che tenga conto delle complessive condizioni cliniche: quindi interventi di stimolo epatico e di miglioramento della funzionalità gastro-instestinale per eliminare adeguatamente le tossine e una dieta ricca di antiossidanti (frutti rossi, fragole, alimenti crudi ad alto contenuto di potassio, succo di ribes rosso, succo di ribes nero, succo di uva rossa) con la quale operiamo un rinforzamento della permeabilità capillare e del trofismo del microcircolo, quindi del drenaggio linfatico.

Nello stesso senso risultano estremamente utili nutraceutici a base di ribes rosso, uva rossa, flavonoidi che permettono un miglioramento del trofismo del microcircolo.

Il piano alimentare BMS (Sistema Metabolico Bruni) è in questi casi un piano molto drenante, che privilegia la carne al pesce, che prevede una ricca integrazione di omega 3. Sostanzialmente otteniamo così una riduzione del carico renale e un miglioramento del trofismo generale.

Quando c’è scarsa tonicità muscolare si rivela molto efficace l’integrazione con un pool di amminoacidi essenziali che permettono di ripristinare bene e in tempi rapidi il tessuto muscolare.

Si osserva spesso che la problematica di cui ci stiamo occupando è una sorta di male della nostra epoca. È infatti purtroppo vero che conduciamo tante volte una vita troppo sedentaria che certamente non agevola alcun aspetto della funzionalità e dell’efficienza del nostro organismo. Possiamo e dobbiamo prenderne atto e insistere affinché un adeguato livello di attività fisica entri nelle consuetudini di tutti. Insisto però sugli aspetti genetici perché, al di là delle linee guida sicuramente valide in via generale, un intervento mirato, specifico e risolutivo è possibile quanto più conosciamo le peculiarità metaboliche della persona.

Un esempio su tutti può chiarire meglio: un test genetico può rivelarci un eccessivo assorbimento degli zuccheri; se a questo, magari inconsapevolmente, aggiungiamo anche un’alimentazione ad alto indice glicemico, l’eccessivo ristagno è inevitabile. Ecco che in questo caso si rende necessario agire con un’alimentazione appropriata che abbia un carico glicemico ben calibrato.

Ogni occasione è davvero buona per ribadire che le risposte si trovano sempre in una visione d’insieme puntuale ed approfondita e che il “rimedio” al sintomo non è mai una risposta esauriente.

 

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