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Cosa significa riduzione della finestra alimentare e quali sono i suoi benefici?

Per comprenderlo bene dobbiamo innanzi tutto richiamare quanto abbiamo visto nel post sulle sequenze alimentari in quanto nei percorsi alimentari lavorano una serie di logiche sottili che ne costituiscono la base scientifica e che determinano la loro efficacia. Tra queste si inserisce talvolta anche la riduzione della finestra alimentare.

Praticamente consiste nella concentrazione dell’apporto dei nutrienti giornalieri in un lasso di tempo ben determinato (dalle 11 fino a scendere alle 6 ore), preferibilmente nell’arco della prima parte della giornata. Questo vuol dire che la persona assumerà i suoi pasti entro quelle ore e non consumerà altro nelle restanti.

È sempre preferibile concentrare la finestra durante il giorno per diversi motivi legati alla cronobiologia. Ricordiamo infatti che i meccanismi di riparazione avvengono prevalentemente nelle ore notturne quando l’organismo si approccia al riposo e si appresta al ripristino delle sue funzioni lontano da agenti esterni quali lo stress, l’attività fisica, le emozioni, l’alimentazione stessa.

Con la riduzione della finestra alimentare andiamo quindi a massimizzare la detossificazione. Ma non è l’unico effetto. Nello stesso tempo miglioriamo la gestione dell’appetito con un miglioramento della risposta insulinemica e dell’andamento glicemico.

Sembra difficile ma in realtà la persona non subisce un impatto faticoso perché si abitua alla riduzione gradualmente: al principio alimentandosi in una finestra di 11 ore e poi restringendola progressivamente a 10, 8, 6, in base alla situazione complessiva e alle necessità naturalmente. Acquisita dimestichezza con la tecnica, è facile che sia la persona stessa di tanto in tanto a praticarla. E questo appunto perché ne avverte grande benefici.  Il miglioramento della capacità di bruciare i grassi e l’ottimizzazione del profilo glicemico si rivelano sostanzialmente acceleratori dei risultati del percorso e della stessa adesione allo stesso da parte soprattutto di obesi e persone in sovrappeso per i quali il percorso alimentare può risultare particolarmente impegnativo.

La riduzione della finestra alimentare ha moltissime positive applicazioni accreditate dalla scienza degli ultimi anni e ciò deriva proprio dai risultati clinicamente molto interessanti e dal fatto che si concretizza presto in qualcosa che la persona impara a gestire autonomamente.

Nel contesto del BMS la conoscenza delle proprietà dei nutrienti e la loro scelta consapevole, le combinazioni, le sequenze alimentari e la riduzione della finestra alimentare, rispondono alle esigenze specifiche della persona e tutte insieme si potenziano per sviluppare un percorso alimentare mirato e adeguato che, con qualche “trucchetto scientifico”, sostenga e faciliti anche la relazione della persona con la sua nutrizione ideale.

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