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Soprattutto in prossimità dell’estate è facile che i nutrizionisti siano valutati…un tot al chilo!

Sono considerati tanto più bravi quanti più chili fanno perdere e, naturalmente, in breve tempo. La “bravura” è misurata sulla bilancia, insomma.

Ma il nutrizionista deve sempre e soltanto assecondare le richieste del paziente?

Deve optare per scelte anche drastiche pur di esaudire

il desiderio di un rapido calo di peso?

In verità dovremmo stabilire correttamente il suo ruolo e interrogarci su una dinamica piuttosto perversa che non è affatto detto che centri l’obiettivo in maniera adeguata e sostenibile.

Bisogna capire quanto (e se) certe tecniche drammatiche rispondono a principi scientifici, danno benefici apprezzabili e almeno non procurano danni alla persona. Diete con sondino, diete iperproteiche spinte, diete chetogeniche in soggetti che non possono sostenerle, diete basate sulla somministrazione di pasti preconfezionati in varie forme e formule, sono state la prepotente tendenza degli ultimi anni. Forse miravano a rispondere a quella pressante richiesta di “perdita di peso” urgente e quasi fine a se stessa. Ma è questo il parametro di riferimento del nutrizionista?

In realtà i nutrizionisti sono bravi se intercettano i fabbisogni, se comprendono i dettagli del metabolismo, le caratteristiche e le criticità del modus operandi alimentare della persona e lo riportano su binari corretti e adeguati.

Cosa faccio in BMS (Sistema Metabolico Bruni)?

Decodifico i dati del test genetico per rendere utili e pragmatiche le sue informazioni. Mi affido a un’anamnesi approfondita per personalizzare al massimo l’approccio nutrizionale. Applico il grande patrimonio della nutrizione funzionale e sfrutto il potenziale delle combinazioni alimentari per far esprimere il potere terapeutico degli alimenti. Tengo conto delle importanti lezioni della cronobiologia.

Tutto questo perché l’obiettivo non può mai essere soltanto perdere peso, l’autentico traguardo è sempre il MIGLIOR STATO DI SALUTE POSSIBILE.

Il valore del buon nutrizionista in effetti è la capacità di trasmettere un’educazione alimentare che accompagni la persona per tutta la vita, per il suo benessere e non per scopi limitati e contingenti.

Siamo dunque bravi se riusciamo:

  • a stabilire un rapporto muscolo-grasso adeguato
  • a garantire una efficiente funzionalità intestinale
  • a ripristinare un buon microbiota
  • a ristabilire una serie di parametri ematici alterati (come il colesterolo, i trigliceridi, la glicemia, ecc.)
  • a ottenere una buona qualità del sonno.

Il dimagrimento è appunto una conseguenza, uno degli effetti, una delle evidenze. Mai l’unico fine cui tendere. Alla fine il peso ottimale è esattamente quello della salute conseguito con un’alimentazione bilanciata mirata.

Sostanzialmente la considerazione del nutrizionista…un tot al chilo è forzata, fuorviante, scientificamente poco tollerabile. Poco tollerabile proprio come l’idea di “mettersi a dieta” per perseguire unicamente una perdita di chili a qualsiasi costo e condizione!

Ecco che NON PIU’ A DIETA MA IN SALUTE, lungi dall’essere uno slogan, si afferma come un criterio fondamentale non solo per mettersi a tavola ma anche per identificare il vero compito del nutrizionista.

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