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L’intolleranza al lattosio è determinata da un deficit di lattasi, l’enzima che permette la digestione del lattosio e la sua scissione in due zuccheri semplici ovvero il galattosio e il glucosio.

La maggioranza dei casi di intolleranza al lattosio è su base genetica, si parla dunque di intolleranza primaria, congenita: ne è affetta quasi il 60% della popolazione italiana.

Il breath test o “test del respiro” rileva che sono intollerante in questo periodo ma non fornisce indicazioni definitive per chiarire se ho persistente carenza di lattasi dovuta ad un malfunzionamento dei meccanismi molecolari congeniti.

Una positività individuata dal test genetico ci permette invece di distinguere con certezza un’intolleranza indotta da farmaci, parassiti, virus, conseguenze di patologie gastrointestinali, da una effettiva intolleranza congenita.

Perché è importante individuare l’intolleranza e adottare di conseguenza un’alimentazione corretta quanto prima possibile?

Perché crescere con un’intolleranza al lattosio non riconosciuta vuol dire crescere con malassorbimento di nutrienti e disturbi gastrointestinali, con conseguente disbiosi della flora batterica intestinale che si ripercuote inevitabilmente sul nostro stato di salute generale. La varia sintomatologia ricorrente, dalla flatulenza alle coliche gastriche alla diarrea o alla stipsi ma anche dermatiti, insonnia, reflusso gastrico, disturbi ginecologici, è infatti un indice di disbiosi (disequilibrio del microbiota intestinale) che non può e non deve essere trascurato.

Dobbiamo infatti sapere che un’intolleranza trascurata, oltre a patologie specifiche come la sindrome del colon irritabile, la colite, i diverticoli, può instaurare una disbiosi profonda e arrivare a provocare permeabilità intestinale.

L’infiammazione sistemica e lo stress del sistema immunitario sono purtroppo terreno fertile per l’invecchiamento cellulare precoce e per l’insorgenza di patologie cronico-degenerative.

Quando l’intolleranza al lattosio di origine genetica viene compresa in età adulta, un percorso nutrizionale corretto ed efficace deve quindi agire in funzione:

-antiinfiammatoria

- ripristino di una condizione di eubiosi (equilibrio del microbiota intestinale)

In BMS Nutrizione (Sistema Metabolico Bruni) agiscono congiuntamente le adeguate combinazioni e sequenze alimentari, norme di igiene, specifici probiotici e nutraceutici.

Naturalmente in sede di approccio al paziente le scelte funzionali BMS Nutrizione considerano sempre, insieme al TEMPO 0, che è quello che ci consegna il test genetico, il TEMPO X, ovvero la situazione clinica del momento in cui il paziente si rivolge al nutrizionista. Questo significa integrare le informazioni del test genetico con i dati forniti da un’anamnesi approfondita.

Ma in quanto tempo è possibile ripristinare l’eubiosi (ovvero una condizione di equilibrio della flora intestinale)? Il tempo necessario per un’azione realmente efficace dipende dal livello di scostamento tra Tempo 0 e Tempo X. Ecco che in pratica quanto prima si effettua il test e si interviene con un percorso nutrizionale adeguato tanto più è semplice e veloce una risposta concreta risolutiva.

 

 

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