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Chi segue costantemente il Blog del BMS, sa che torno sovente sul tema, sostanzialmente per due motivi, in primis perchè tale fenomeno è in preoccupante espansione ed in secondo luogo perché purtroppo c’è molta confusione sull’argomento.

Nel BMS, non mi stancherò mai di ribadirlo, il percorso nutrizionale, elaborato e cucito attorno alla persona, deve essere sostenibile nel tempo e adeguato a tutte le esigenze biologiche.

Una persona “allergica al Nichel” non è solo allergica al nichel.

Una persona “allergica al Nichel” deve essere valutata nella sua totalità biologica ed emozionale.

Posso dire, senza timore di essere smentito, che nella maggior parte dei casi, questa persona varca la porta del mio studio con una diagnosi di allergia e con un foglio nel quale sono elencati gli alimenti ad alto contenuto di questo allergene.

Lo smarrimento nella maggior parte dei casi è palese: l’allergia al nichel ridotta ad una mera logica di esclusione, niente più.

Siamo certi che sia la strada giusta? Siamo certi che tale approccio non sia sostanzialmente punitivo e denigratorio per la persona stessa? Come mai, ad un certo punto della sua vita, l’individuo inizia a manifestare tale allergia? Possiamo asserire con certezza che sotto questa allergia non si nasconda altro?

E perché questo “altro” non viene, quasi mai, spiegato, indagato e quindi gestito?

Cos’è questo “altro”?

La storia della persona con diagnosi di allergia al nichel, racconta spesso di processi infiammatori aspecifici, infiammazioni dermatologiche, gastriche intestinali e ginecologiche.

Il loro racconto cita sovente, dolori articolari migranti, dolori muscolari ostinati e anomali, strane microcitosi e macrocitosi, stanchezza ingiustificata, alterata sensibilità agli zuccheri, nonchè anomale reattività dermatologiche.

Certamente ogni storia presenta le sue peculiarità e quando ci si spinge ad analizzare il quadro clinico famigliare, spesso, molti dei punti sopra menzionati risultano ridondanti.

Nel BMS indagare in questa direzione ed incrociare tali informazioni con i dati genetici risulta FONDAMENTALE, per comprendere la natura di ogni alterata sensibilità al Nichel.

La nutrigenetica permette di capire con precisione:

  • quali sono le alterazioni genetiche che compromettono lo stress-ossidativo.
  • quali enzimi deputati all’eliminazione degli scarti cellulari funzionano in maniera ridotta.
  • quali sono i fattori di infiammazione cellulare espressi in maniera anomala.
  • se la sensibilità agli zuccheri semplici è particolarmente elevata.

Le informazioni così ottenute mettono alla luce i punti deboli del metabolismo cellulare ed in queste falle il BMS agisce in maniera certosina.

Il BMS diventa un’arma potente quando ai dati genetici, somma le preziosissime informazioni derivanti da una anamnesi particolarmente dettagliata.

In questo preciso momento sarà possibile estrapolare un percorso nutrizionale e di integrazione altamente personalizzato.

Stimolare i processi di dettossificazione con Glutatione, Superossidodismutati o Acido Alfa Lipoico? Un massiccio dosaggio di Omega 3 sarà da preferire? Meglio intervenire con Antiossidanti come Astaxantina o Quercetina? A queste scelte sarà preferibile associare un’alimentazione a basso tenore di Nichel o un’alimentazione a basso carico glicemico ma con una quantià di Nichel maggiore? E se invece i processi di detossificazione venissero compromessi da una pessima qualità del sonno?

Nel BMS queste scelte non sono mai casuali, ma fanno parte di una strategia ben precisa affinata da anni ed anni di esperienza e pratica clinica

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